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Martedì Santo, Hamon-Bertola, Meditazioni



COLLOQUIO EUCARISTICO

"Quanto più ci inoltriamo, o Signore, nei misteri dolorosi della Vostra Passione, e tanto maggiore dobbiamo purtroppo constatare che l'Eucarestia non solo ne è il sacro memoriale, ma bensì la continuazione spaventevole, triste umiliante, angosciosa.

Tradito da Giuda, in balìa di vili manigoldi, trascinato da un tribunale all'altro, flagellato a sangue, fatto re di burla, incoronato di spine, Voi soffriste allora gli strazi più orrendi, le umiliazioni più profonde. Ma nel Sacramento del vostro amore forse che ogni giorno non Vi sono rinnovate?

Quanti cristiani dinnanzi ai vostri Tabernacoli vi fanno genuflessioni derisorie, ciarlano, ridono, scherzano, tengono in somma una condotta quanto mai indegna ed ingiuriosa!...
Quanti cristiani, dopo di avervi paragonato nel loro cuore con un Barabba qualunque d'una passione infame, vi gridano nella loro carne il crucifigge, e vi flagellano, vi sputachiano, vi fanno soffrire ogni sorta di strazi, abbandonandosi alle colpe più lubriche e basse!...
Quanti, purtroppo, dopo di avervi rapito vi trasportano nelle loro congreghe infernali e fattovi re di burla vi insultano, vi trafiggono con pugnali, vi gettano nel fuoco!...
E noi medesimi, o Gesù, non vi abbiamo forse tante volte flagellato con le nostre indelicatezze, incoronato di spine con pensieri sensuali, condannato a morte colle nostre colpe?...

Eì infinito il vostro amore, ma dobbiamo ben confessare che anche infinita è la nostra nequizia!..."
(Hamon-Bertola, Meditazioni, vol II)

Sabato Santo. Meditazioni di Hamon-Bertola


COLLOQUIO EUCARISTICO

"La Sindone: ecco, o Gesù, il simbolo più bello e più eloquente della vostra Santa Eucaristia.

Nella Sindone monda di Giuseppe d'Arimatea, venne allora nascosto il vostro adorabile corpo, e solo il profumo degli unguenti prziosi poteva tradire la vostra presenza.
Sotto le specie di un pò di pane e di un pò di vino, come dentro ad una Sindone nuova, Voi tutto intiero, in Corpo sangue, anima e divinità riposate ora in Sacramento: ma da questi veli eucaristici quali onde d'un profumo divino non esalano e tutto inondano il sepolcro -non sempre nuovo purtroppo!- del cuore umano!
Profumi di virtù, di umiltà, di pasienza, di carità, di sacrifizio; profumi che soli possono preservare dalla corruzione del vizio e dall'infezione di morte un'anima la cui sola ambizione sia quella di gustarne la penetrante e benefica influenza.

Ebbene, o Gesù, per quella Sindone antica che al mondo voleste lasciare, impronta della vostra umanità adorabile, in memoria del vostro amore, fate che siamo veramente devoti della Sindone nuova, vero memoriale della vostra passione.

Fate, o Signore, che venendo a ricevere nella SS.Comunione, sia sempre il nostro cuore un sepolcro vergine da ogni colpa, scavato nel vivo sasso delle nostre passioni, chiuso con sigilli ad ogni altra creatura, e così, dopo di aver gustati i profumi deliziosi della Sindone eucarristica, possiamo meritare un giorno di inebriarci dei profumi della Sindone celeste." (Hamon-Bertola, Meditazioni, vol.II)