Sant’Ambrogio. Omelie su San Pietro e San Paolo

http://www.santiebeati.it/immagini/Original/20400/20400AA.JPG


Expositio Evangelii sec. Luc. VI, 93-95.97-99, in15, 1693-1694.

Non è senza significato la supposizione della folla, per cui alcuni credevano che fosse risuscitato Elia, che essi ritenevano dovesse ritornare; altri pensavano a Giovanni, che sapevano decapitato, oppure a uno dei profeti precedenti.
Ma investigare queste cose è sopra le nostre forze: richiede l’opinione di ben altri, la sapienza di ben altri. Se a Paolo apostolo basta sapere nient’altro che Cristo Gesù, e lui crocifisso, che cosa dovrei io desiderare di sapere, oltre Cristo? In questo solo nome sono espresse l’incarnazione e la divinità, ed è attestata la verità della passione. Per questo motivo, sebbene gli altri Apostoli sappiano, è Pietro tuttavia che risponde davanti agli altri: Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente. Pietro sapeva che nel Figlio di Dio sono poste tutte le cose: Il Padre ha dato al Figlio tutte le cose (cf. Gv 3,35). Se gli ha dato ogni cosa in mano, ha riversato in lui l’eternità e la maestà che possiede.
Ma perché mai mi sto dilungando tanto? Il compimento della mia fede è Cristo, il compimento della mia fede è il Figlio di Dio. Non mi è consentito conoscere il processo della sua generazione, ma non mi è consentito disconoscere la realtà indubitabile della sua generazione.

Credi, così come Pietro ha creduto, affinché anche tu sia felice, e anche tu sia meritevole di udire: Né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. La carne e il sangue possono rivelare soltanto ciò che è terreno, mentre invece colui che parla in spirito dei misteri, non si basa sull’insegnamento della carne e del sangue, ma sull’ispirazione divina.
Non fidarti, dunque, della carne e del sangue, per non ricevere gli insegnamenti dalla carne e dal sangue e per non diventare anche tu carne e sangue. Infatti, chi rimane attaccato alla carne, è carne, ma chi si unisce a Signore forma con lui un solo spirito (1 Cor 6,17). Chi vince la carne è un fondamento della Chiesa, e, se pure non può uguagliare Pietro, lo può imitare; grandi, infatti, sono i doni di Dio, il quale non soltanto ha restaurato per noi quanto era nostro, ma ci ha anche donato quanto apparteneva esclusivamente a lui.

È grande la condiscendenza del Signore, il quale ha fatto dono ai suoi discepoli di quasi tutti i suoi nomi. Io sono la luce del mondo (Gv 8,12), dice; ma questo nome, di cui egli stesso si gloria, lo ha accordato ai discepoli, affermando: Voi siete la luce del mondo (Mt 5,14). Io sono il pane vivo (Gv 6,51); ma anche: Tutti partecipiamo dell’unico pane (1 Cor 10,17). Io sono la vera vite (Gv 15,1); ma anche a te dice: Io ti avevo piantato come vigna scelta, tutta di vitigni genuini (Ger 2,21).
Cristo è la pietra – tutti bevevano da una roccia spirituale che li accompagnava, e quella roccia era il Cristo (1 Cor 10,4) -; ma anche al suo discepolo egli non ricusò questo bel nome, in modo che anch’egli sia Pietro affinché attinga dalla pietra la saldezza della perseveranza, l’incrollabilità della fede.

Sfòrzati di essere anche tu una pietra. Ma per questo non cercare fuori di te, ma dentro di te la pietra. La tua pietra sono le tue azioni, la tua pietra è il tuo pensiero. Su questa pietra viene edificata la tua casa, perché non venga flagellata da nessuna tempesta degli spiriti del male.
La tua pietra è la fede, perché la fede è il fondamento della Chiesa. Se sarai una pietra, starai dentro la Chiesa, perché la Chiesa sta sopra la pietra.
Se starai dentro la Chiesa, le porte degli inferi non prevarranno contro di te. Le porte degli inferi sono le porte della morte, ma le porte della morte non possono essere le porte della Chiesa.

Nessun commento: